DISTRETTI
INDUSTRIALI ITALIANI

I risultati del 3° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani

Roma, 15 febbraio 2012

2011 fra stasi e ripresa per i distretti: si fattura e si esporta di più nei territori che fuori, calano le aziende che riducono l’organico, si investe, la sostenibilità li rende dei modelli. Sul 2012, però, le imprese sono pessimiste. Il problema occupazione si accentuerà, Gli imprenditori evidenziano precise criticità, come la difficoltà di recupero dei crediti e la difficoltà a ottenere finanziamenti a causa della crisi finanziaria, che non consentono di dare il via a una crescita più decisa.

Il 2011 è risultato un anno altalenante per i distretti produttivi italiani. Si è registrata una crescita, che però non ha avuto il conforto della continuità. Il ciclo economico rispetto al 2010 è migliorato, difatti è aumentato il numero di aziende distrettuali che segnalano un incremento del fatturato, degli ordini e, soprattutto, delle esportazioni, ma si sono acuite problematiche come quella dell’occupazione. Inoltre, sebbene l’export abbia ormai un ruolo determinante, è una variabile che da sola non è in grado di innescare un’inversione del ciclo. Così per i distretti permane una situazione in bilico. Vi è poi un secondo aspetto, quello finanziario: mezzi liquidi insufficienti, difficoltà di recupero dei crediti commerciali (un problema che coinvolge il 70% degli imprenditori intervistati), difficoltà ad ottenere finanziamenti a causa della crisi finanziaria (50% degli interpellati). Tutti elementi che non rendono sereni i nostri imprenditori. I distretti, comunque, restano lo zoccolo duro dell’Italia imprenditoriale. Dimostrano ancora una volta non solo di resistere a una fase recessiva, ma anche di anticipare le tendenze e di rappresentare un modello di riferimento per le modalità di interazione e collaborazione tra imprese, per la propensione a investire, per l’accesso a nuovi mercati, per la capacità di amalgamare ruoli differenti e generare nel contempo processi produttivi e organizzativi con un elevato grado di innovazione e, infine, per la vocazione alla sostenibilità”.
Valter Taranzano, presidente della Federazione dei Distretti Italiani, sintetizza i risultati del 3° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani (presentato questa mattina nella sede di Unioncamere a Roma), che ha preso in esame l’andamento dei distretti nel corso del 2011, tracciando, inoltre, delle previsioni per l’anno in corso.

Testo completo in allegato

Per scaricare il pdf del 3° Rapporto e avere ulteriori informazioni sul progetto consultare il sito dell’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani

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